La bici della vita ha le ruote un po' storte, ma sgommando si impara.
Descrizione Blog
Non c'è niente che sia per sempre e perciò se è da un po' che sati così male il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire (Afterhours)
Ad ognuno il proprio narcisismo (contatore)
Nell'Ipod sto ascoltando
Radiohead Incubus Lou Reed Massive Attack Afterhours Cristina Donà Marlene Kuntz, Gomez Police Dave Matthews Band Badly Drawn Boy Turin Brakes De Andrè Morcheeba Lamb Bandabardò Marta sui tubi Perturbazione Gaber Guccini De Gregori Portishead Samuele Bersani Subsonica Eels (non tutti gli ex vengono per nuocere) Depeche Mode Bandabassotti Bijork Josè Gonzales Pearl Jam Sting Subsonica The Cure Jeff Backley Tim Buckley E poi boh. 8 giga, mica mi ricordo tutto.
Roy Lewis, Il più Grande uomo scimmia del Pleistocene (non tutto ciò che dicono e fanno gli ex è da buttare via)
Box
Hey there Delilah
Don't you worry about the distance
I'm right there if you get lonely
Give this song another listen
Close your eyes
Listen to my voice, it's my disguise
I'm by your side
Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
About
Nome: signorina caso umano "Curo le foglie, saranno forti se riesco ad ignorare che gli alberi son morti. Ma questo è camminare dritto sull'acqua e su quello che non c'è"
(Afterhours)
Innanzi tutto vorrei mostrare tutto il mio cordoglio per la triste e inaspettata sparizione delle ranocchie. Il Fidanzato mi aveva promesso che avrebbe risolto il problema, ma poi ce ne siamo dimenticati.
Torneranno le ranocchie. Prima o poi.
Il commento anonimo lasciato da colui/colei che conosce bene come sono fatti dappici mi era rimasto un po' lì, come tutti i buoni consigli che, in quanto tali, non vuoi ascoltare.
E' lungo da spiegare ma il blog a me serve. Per fissare le mie opinioni e richiamare alla memoria quello che ho scritto, quando si attiva il magico meccanismo dell'assimilazione borg, per cui mi trasformo nella persona perfetta per il contesto.
Complessivamente sto benone. Sto solo cercando di non ricascare nelle mie nevrosi per non rovinare tutto e quindi macino pensieri alla velocità della luce, come un criceto che corre incazzato nella sua ruota. Cioè. Senza blog non penso di meno. Penso uguale, solo che, invece di scrivere, spacco le balle al prossimo (al fidanzato per l'esattezza). E siccome se parlo non elaboro, prendo le opinioni altrui. Ho un Fidanzato che stimo smisuratamente: il che è meraviglioso, ma per le persone come me è il pericolo numero uno.
Le novità sono tante.
Avevo cominciato bene con la questione della salute e ho reagito bene alla dieta (dopo le prime due settimane da cane dingo), avevo pure cominciato a fare sport. Poi però di fronte alla ben più ardua prova di smettere di fumare ho desistito. E va be. Ho qualche chilo in più, ma il cibo non è cancerogeno e io non ho le arterie ostruite dal colesterolo, non sono a rischio di infarti ecc... qualche chilo ancora me lo posso concedere, prima di entrare nella più cieca depressione da dismorfismo corporeo. Non fumo da più di due mesi, dopo 14 anni di dipendenza. Sono stata già bravissima così. Per il peso si vedrà, intanto ricomincio lo sport...
Ho superato l'esame del secondo anno a scuola e adesso se volessi aprire una partita iva potrei anche ricevere i pazienti. Ho capito tante cose della mia professione. Non è che non sono brava, forse non lo sono davvero. Ma se non mi è riuscito bene alla prima è perchè nessuno nasce imparato. Mi hanno cacciato dei pazienti senza darmi la minima spiegazione e mi sono detta che se il lavoro di terapeuta è così, col cazzo, io non imparo da sola sulla pelle della povera gente. Quindi magari non ho la stoffa per fare la psicoterapeuta, ma di certo non si può stabilire da questa esperienza, visto che non nessuno mi ha spiegato nulla sul come si fa. Ho scoperto che c'è gente che lo insegna il mestiere se si prende la responsabilità di un tirocinante e quindi cambio sede. La scuola mi aiuterà a trovarne una idonea. Ci riprovo, ma cognizione di causa e poi si vedrà. Ho scoperto parte degli automatismi che mi facevano venire in odio la scuola. Faccio un altro tentativo cercando di vedere le cose in modo diverso e se non va bene da quel verso allora riconsidero tutto di nuovo. Per il momento sospendo il giudizio.
Sto cominciando a mandare in giro i curricula.
Ho cominciato a lavorare nell'ente pubblico perchè pensavo fosse una bella cosa e, devo dire la verità lo è stata. Indubbiamente ha incrementato la mia occupabilità, mi ha insegnato molto sulla vita e sulle persone, mi ha indubbiamente aperto gli occhi su molte cose e cioè: le persone non sono tutte buone e brave. Anzi.
Ricordatelo Nat.
Detto questo, il posto nell'ente pubblico è arrivato quando pensavo non sarebbe più arrivato, ma parecchio prima di quanto volessi. Io stavo bene in comunità. Stimbravo e restavo al lavoro ancora un'ora un'ora e mezza... oggi resto in ufficio di più se ho da fare, ma lo faccio con un fastidio... Indubbiamente il fatto che il mio ingresso nell'ente pubblico fosse un grande desiderio di mia madre e che la proposta sia giunta non molti mesi dopo la sua scomparsa, ha giocato un ruolo nettamente rilevante. Insomma, sono stata quasi obbligata dalla catena di significati legati a quella proposta. Ogni tanto mi chiedo dove sarei se fossi rimasta in comunità e vi dico che non lo so. Ammetto che il mio curriculum è più appetibile così, ma il mio fegato no.
Io credo che aprire gli occhi alla realtà e imparare a difendermi sia stato un guadagno. Ma il diventare sospettosa, cinica, demotivata e sempre incazzata non ha migliorato la qualità della mia vita. Quindi, ente pubblico, sai che c'è? Non sei più la mia unica prospettiva. HO preso quello che c'era da prendere, che è indubbiamente moltissimo, ma ora me ne vado.
Dove sto mandando i cv? Nella città del Fidanzato.
E cosa credevate, che tutto questo lo potessi fare da sola? Sì, lo so che sono una persona abbastanza forte, ma sono mica Mandrake.
La casa è in vendita.
E' meravigliosa, lo so. Mi mancherà eccetera.
Però questa è la casa che mia madre ha pensato per il proprio futuro, per la vecchiaia a cui si stava affacciando, non è ciò che io ho pensato per il mio di futuro. Io mi affaccio a tut'altro, la mia vita è appena cominciata, è un modo diverso di ragionare.
Certamente se fossi ricca mi trasferirei e mi terrei La Casa come seconda casa. Ma non sono ricca. E soprattutto non sto usando il capitale che possiedo per realizzare i miei sogni. Sto trascinando la vita di mia madre e vivendo la sua, come la famiglia ha stabilito che dovessi fare.
Sai che c'è di nuovo?
Mia madre mi vorrebbe felice, non uguale a lei e con le sue responsabilità. Quindi alzo le tende e vado, famiglia: adieu.
L'altra novità è che sogno di avere la pancia grande e mentre me l'accarezzo un'amica mi chiede: "Di quanto sei?" "Non lo so, ma so che nasce a dicembre". Che è una cazzata, ma tanto è un sogno e io stavo così bene mentre lo facevo... Per l'amor del cielo, si fantastica su ipotetici figli con tutti i fidanzati, la novità è che non sono terrorizzata da un eventuale fallimento dei metodi anticoncezionali, non vivo nel panico, quindi non faccio test di gravidanza in modo assolutamente irrazionale e fobico al minimo ritardo. Non si fanno cazzate, ci si sistema con la casa e con il lavoro e si fanno le cose per benino, ma se poi ci fosse qualche imprevisto, ve'... mica sarebbe brutto. I problemi pratici si risolvono e la maternità ce l'ho garantita, quindi pace, in qualche modo si farebbe.
Insomma.
Tutto sta dicendo che sono pronta a dire addio alla mamma.
Piango sempre se la penso un po' troppo forte, mi manca tanto nei momenti in cui sono più felice.
Ma sono contenta che non mi manchi quando sono triste, perchè vuol dire che quando sono in difficoltà non è più al suo aiuto che penso.
Mi porto via di lei solo le cose belle, ricordi felici, la complicità, i ricordi brutti che fanno da lezione, il fatto che molto di quello che sono lo devo a lei, nel bene e nel male.
Mi piacerebbe potervi dire che tutto quello che sto facendo l'avrei fatto comunque. Forse sì. Magari l'avrei fatto, certamente avrei impiegato molti anni se avessi dovuto farlo da sola.
Il fatto è che io amo quell'uomo e l'amore mi dà la forza di fare qualsiasi cosa.
Mi fido ciecamente di lui, lo stimo tantissimo, certamente non è un uomo qualsiasi.
Dice di essere una persona normale, perchè da buon ossessivo, lui si comporta come ci si deve comportare.
Ma non è normale, perchè le persone normali spesso e volentieri non si comportano come dovrebbero. Presenti inclusi.
Ci sono altri miliardi di cose che vorrei scrivere ancora, ma è mezzanotte venti e rimando a un'altra sera.
Una come me ha bisgno di uno spazio individuale in cui fissare i propri pensieri.
A me il blog serve.
Ma la potenza è niente senza il controllo.
Non c'entra una mazza, però la frase mi è sempre piaciuta.
Edito soltanto per dire che perdere un'ora per scrivere un post che poi ho perso perchè non sono pratica della nuova grafica di splinder fa un po' scappare la voglia, eh?
C'era tutta una sviolinata... ve be... lo scriverò un'latra volta. Porca paletta, però.
E facendo finta che questo blog lo sia, facendo finta che sia la storia di una giovane donna che ad un certo punto della propria vita a causa di tragedie rimane senza nulla e deve ricostruire tutto da cima a fondo, intanto che si elabora il lutto, sì. Questo blog è la storia di Nathalie che buca l'asfalto e si arrampica come il glicine alla ricerca del sole. E' una storia di merda, ma c'è un epilogo.
I sogni qualche volta si avverano, ma non si avverano senza fatica, non capitano dall'alto. Ti devi mettere a posto, prima. Oppure puoi vivere rinunciando ai sogni e accontentandoti del resto, ma non è lo stesso. E credo che questa sia la sostanziale differenza tra alcune persone e molte altre. In ogni caso i sogni si avverano qualche volta. Ma non è un caso, è l'incantesimo che operiamo sulla realtà senza rendercene conto, quando riallineiamo i chakra e riduciamo al minimo i bisogni, perchè per il resto ce la caviamo da soli. Credevo che il mio atto psicomagico dovesse essere quello di prendere un mazzo di fiori, portarlo a mio padre e dirgli che non sono un suo nemico. Ma non me lo sentivo addosso. Il mio atto psicomagico è stato chiedere aiuto, sentire che sono amata e consolabile. Da allora, nel giro di pochissimo, l'uomo della mia vita è con me, è esattamente quello che io vorrei, più tutta una serie di ineffabili dettagli che non ero riuscita a sognare, perchè anche la fantasia ha dei limiti se si tratta d'amore; l'ufficio ostile non è più ostile, perchè la pazza cospiratrice è stata smascherata e i colleghi mi hanno chiesto scusa. Per chi non lavora in un ente pubblico, non è quantificabile l'eccezionalità dell'essere giovani, collaboratori e ricevere scuse da un anziano di servizio.
Mio fratello domani si sposa e lo accompagno all'altare.
Io mi sto immaginando nelle mie cose, nei miei passatempi accanto a una persona e non sento quel senso di soffocamento che ho sempre provato nel farlo. A me piaceva immaginarmi sola in molte cose, non mi ero resa conto di quante.
Si può dire che l'epilogo sia: curatevi. Ho sperimentato che funziona. E non ho la presunzione di dire che debba essere per forza psicoterapia. Ma cercate di essere felici per voi stessi, il resto verrà da sè. Con calma i sogni si avverano, le cose più belle amano farsi attendere e i panorami migliori stanno sempre in alto. Ci sarà un motivo.
Così questo è l'epilogo. Non mi sento più problematica e reattiva come Nathalie Finch e non so bene che ne sarà di questo blog. E' un abito in cui non mi vedo più. Non so se lo riprenderò, di certo sarà diverso. Ho la prova che essere felici è possibile, anche se potrebbe non durare per sempre. Grazie amici, grazie di tutto.
Sono rientrata da Como stasera con la sensazione netta che ho bisogno di leggerezza e spensieratezza.
Finalmente la pausa estiva dalle mie menate e in più ho chiaro e centrato l'obiettivo. Ma lo rimando a quando sarò meno stanca di questa faccenda che è la mia storia.
La cosa figa è che la mia pausa estiva inizia in grande stile, con il concerto di questi signori qua a Lucca
Dave è nettamente più marcio quest'anno dell'anno scorso, ma non mi andava di caricare una foto con LeRoi Moore. Si sentirà la sua mancanza del resto.
A Lucca mi aspetta Scru. E questa è un'altra gran bella cosa.
Ah, tra parentesi, ho un biglietto in più, chi si vuole aggregare è benvenuto
Tanto sonno e tanto caldo... le riflessioni un'altra volta va'.
In ogni caso alle volte penso che sia brutto che la vita non sia come in Star Trek.
Ma se dovessi essere in Star Trek, io non vorrei più fare la Betazoide.
Detto questo vi lascio con la mia musichina che è stata la mia sveglia per lungo tempo.
A presto!!
COPINCOLLO DIRETTAMENTE LA MAIL INVIATA DA CAROLA.
E VI DICO CHE A QUESTO PUNTO POTREI DAVVERO DIVENTARE UNA PARTIGIANA. LE COLLINE LE HO.
OSCURAMENTO INTERNET (Passato l'emendamento D'Alia) L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!
Per la mia pessima abitudine di non scrivere prima in solo testo e SOLO POI fare copia-incolla sul blog, ho perso un post. Che mi piaceva, porco cazzo.
Se riesco edito e scrivo dopo.
Cheppalle. Avevo corredato tutto di video, foto e faccine.
Uff. Mi piaceva...
Oggi ho avuto un attacco di nervi.
Cioè divento stanchissima e letargica.
E' evidente che è da un po' che cova.
Poi oggi Mara, che è il mio vice capo mi fa: "Non vai in ferie?"
Io no. Quasi mai.
Una settimana ad agosto e una a Natale. Basta.
Parte un pistolotto sul fatto che non è normale, che non è sano, che non ce la posso fare ecc ecc.
Mi dice che devo andare in ferie. Che una settimana non serve a niente, due settimane almeno ci vogliono.
Che il mondo non dipende da me, che per il resto in un modo o nell'altro si fa.
Ieri ho imbucato un senso unico in contro mano per distrazione.
Mi ha terrorizzato l'idea che potrei morire davvero e non in senso letterale per stanchezza. E ho ancora un sacco di cose belle da fare.
Mi sale tutta la stanchezza in una volta.
Il lavoro, la casa, il patrigno, la nonna, il tirocinio, la scuola, che quando ci vado, il week end lo passo a lezione e riposo è un'altra cosa. I conti in tasca che non tornano mai.
Non ce la faccio a vedere la paziente, oggi.
Chiamo Carola. Lo so che devo disdire l'appuntamento, ma ho bisogno della Carola che mi dica che va tutto bene anche se non faccio tutto, se dico che ogni tanto sono stanca. però c'è poco tempo al telefono e le dico: "Carola, posso disdire l'appuntamento con la paziente? Sono troppo stanca. Non succede niente di male, vero? perchè mi sento in colpa che giovedì prossimo c'è lezione e non la vedo per due settimane. Cioè, lo so cosa devo fare ho solo bisogno che tu mi dica che non succede niente"
"Cara, è stata tanti anni senza di te, due settimane non sono niente. Vai a casa e risposati, non succede niente".
La Carola sta a Reggio Emilia. Mi legittima le mie azioni da lì. Che tesoro.
La paziente mi risponde carinissima che non c'è problema, ci vediamo il 9. Sta facendo la maturità.
Scrivo una mail a Mara in cui le dico che uno nelle situazoni ci sbanatta e non se ne rende conto, poi quando ti ci mettono di fronte al problema, allora lo vedi. Le dico che è un'amica e che per me la sua opinione è importante, che ho disdetto l'appuntamento e sono andata a casa. Grazie Mara.
Poi arrivo a casa mi sento le gambe mollissime. Comincio a depilarmi per acquagym, perchè ormai ho preso l'impegno. Ma non me la sento, faccio fatica ad alzarmi dal divano.
Mando un messaggio a Silvia e alla panciona, ma questa volta dico la verità e cioè: sono stanchissima e ho avuto un attacco di nervi. La panciona mi richiama subito, io comincio a piangere (lo sto ancora facendo).
Invece di andare ad acquagym viene a casa mia e sta un po' con me.
Inaspettatamente, perchè con nonni faccio sempre quella a posto che se no lei si preoccupa, mi chiama e mi chiede se voglio mangiare da lei, visto che di giovedì finisco sempre tardi, così non devo fare la spesa e preparare da mangiare. Perchè la nonna è la Strega Madre, quella che non le si dice niente ma se lo sente se deve chiamare o no. E' dolcissima la mia nonna. Mi misura sempre la pressione. Ce l'ho sempre bassa, anche d'inverno. Le rispondo che sono a casa, che ho la pressione bassa e che non mi sento di prendere la macchina.
In pratica sto cominciando a chiedere aiuto.
Tra l'altro non so se si è capito dal blog quanto sia importante per me l'amicizia.
E vi dico questo.
Che la fiducia quella vera è quella che ti permette di mostrarti debole e di chiedere aiuto.
Oggi ho fatto esercizio di fiducia.
Ed è andata bene, ma in cuor mio lo sapevo perefettamente, io credo nei miei amici, era solo questione di pudore. E anche la paura di aprire il rubinetto e non riuscire più a chiuderlo.
Cioè ho paura che se comincio a piangere sul serio poi non smetto più.
Grazie di cuore a tutti, anche a voi che non siete proprio in carne e ossa.
Per la compagnia, per le minchiate, per le cose serie, per il sotegno nei commenti e per un mucchio di cose.
Come previsto torno da scuola a pezzettini.
Forse è meglio farmi a pezzettini adesso che so di essere forte.
Li ho sgarbugliati tutti uno ad uno i miei sistemi motivazionali incasinati.
Accudimento
Agonismo
Cooperazione
E.
Mi mancava l'attaccamento.
Ho cominciato ieri, ronzando di nuovo all'argomento della mia prima paziente, che naturalmente ho perso e per la quale non riesco a sentirmi in colpa, non riesco a sentirmi inadeguata, non riesco a sentirmi nulla se non sollevata. Ho chiaro che la terapia è una scelta. B. poteva scegliere e non ha scelto se stessa, non è colpa mia. Finalmente so che non dovrò più salire sulle montagne russe dei suoi colpi di scena, sul coacervo di emozioni incontrollabili che mi suscita il fatto di essere lì con lei ad ascoltarla. La rabbia furiosa che prova. Quella merda di rabbia che ti divora dentro so cos'è. La sentivo ogni giovedì pomeriggio. Quella rabbia che senza di lei io non sentirei, perchè penserei scioccamente di averci fatto pace. Basta non svegliare il can che dorme.
E così dal chiedere al Patty un consiglio molto pratico e cioè "vorrei cambiare sede di tirocinio, perchè perchè e perchè, tu cosa dici?", siamo finiti che io piangevo e dicevo: "quella rabbia lì, per il fatto di non aver avuto dai miei l'amore che avrei voluto, ma chi può dire di averlo?" E poi tutta la mia solitudine. E tutto il bisogno che ho. Voglio anche io il mio "qualcosa".
E il Patty era attento.
E' stata l'unica volta in cui ho parlato con una persona di sesso maschile che guardava le mie espressioni, che si regolava sulla base di quello che io sentivo. Il Patty c'era ed era per me. Un terapeuta, sì.
Ma non pensavo che i maschi fossero capaci di ascoltare. Non in assoluto. Di ascoltare me.
In una pausa in cui era chiaro che il colloquio era finito, non ho detto nulla.
Mi ha chiesto "sei stanca?"
Sì.
Nessun maschio mi ha mai posto una domanda a risposta chiusa su un mio stato d'animo in cui fossi libera di rispondere solo sì.
Avevo un'espressione, qualcun altro l'ha vista e l'ha interpretata correttamente. E' stato un sollievo.
Sono rientrata in aula.
La Michi si è accorta che non stavo bene anche se non ho detto niente.
E' stata sollecita da ieri fino a poco fa con l'ultimo messaggio della giornata di oggi.
Anche la Carola.
L'ho salutata, dal finestrino le ho detto "grazie per essere la mia compagna di viaggio"
Avevamo gli occhi lucidi.
Ho realizzato quanto io mi sia sempre sentita invisibile.
Da sempre l'inosservata e l'inascoltata.
Nessuno mi ha mai guardato abbastanza da capire.
Si potrebbe obiettare che ho dissimulato abbastanza, ma non voglio stare sulle mie responsabilità oggi.
Sulla slide di Landini di ieri c'era scritto: la funzione della sofferenza è di suscitare attenzione e accudimento
Da bambina piangere per me è sempre stato pericoloso.
Piangere con qualcuno non mi fa sentire al sicuro.
Poi magari lo faccio, ma non mi serve a stare meglio.
Quando avevo una famiglia, esprimere la sofferenza dava adito a un sacco di cose strane, ma per lo meno qualcuno c'era, in modo o nell'altro.
Oggi la mia casa è vuota e semplicemente non c'è nessuno che ascolta. Quindi a che serve?
Oggi c'era la lezione su "innamoramento e sesso in adolescenza".
C'erano gli esercizi terapeuta e paziente, io invece di fare il kamikaze ho evitato la simulata, perchè sapevo che avrei potuto star male e mi sembrava di aver già dato il giorno prima.
Mentre gli altri parlavano dei propri amori in adolescenza io pensavo ai miei.
Amori non corrisposti, o amori non corrisposti come avrei voluto, amori che sceglievo come ripiego perchè non pensavo dovessi aspettarmi di più.
Davide mi ha lasciata per un'oca molto carina.
Paolo non aveva le palle ed io ero forte per due. Se io mi agitavo, lui si agitava più di me e poi dovevo preoccuparmi dell'agitazione che la mia agitazione gli aveva procurato, allora la mia veniva accantonata per la sua. Con immensi sensi di colpa per averlo fatto agitare. Mi sentivo superiore e per questo mi sentivo in colpa, perchè gli volevo bene e non avrei voluto provare quel senso di superiorità.
Il Perfido mi faceva sentire inferiore. Mi raccontava di persone che amava o che aveva amato e io mi sentivo il premio di consolazione per quello che non era riuscito ad avere. Non mi ha mai fatto sentire la numero uno per lui. Gli è sempre piaciuto sentirsi un'elargizione.
Applaudite, sono arrivato.
Soprattutto, mentre ascoltavo attenta la lezione, mi ha folgorato l'accecante constatazione che
non volevo parlare di me e di amore perchè mi figuravo che qualcuno avrebbe riso.
Che avrebbero potuto pensare che ero ridicola a pensare di poter essere amata.
"Amata lei?" Quella grassa e brutta. Ma chi la ama quella lì? Ahahahahah.
Non sono cretina, non sono superficiale. Lo so che la bellezza non è importante.
So anche che la persona che più ho amato nella mia vita era il Perfido ed era fisicamente un cesso.
Però l'amavo e mi piaceva anche.
Sono convinta di essere brutta e di non essere amabile per questo, con la stessa convinzione con cui molti hanno paura del buio, o delle altezze, o dei ragni, o dei serpenti, pur non avendone mai visto uno.
Forse è più facile sentirsi brutti fuori che sentirsi brutti dentro.
Preferisco pensare che mi si rifiuti per il mio corpo che per il mio io.
Anche se poi mi sento rifiutata tutta.
Semplicemente non mi sento degna di un amore grande ed equivalente al mio.
Mi sento una ridicola creatura.
E se prima mi accontentavo di amori sbagliati, perchè l'unico motivo per stare con uno stronzo è pensare che te lo meriti, oggi va un po' meglio e invece che stare con uno stronzo, sto da sola che almeno io mi trovo simpatica e con me sto bene.
Un po' più di un anno fa dicevo:
le barricate più forti si erigono sempre sui punti più deboli
Ho imparato che chiedere aiuto o pretendere amore a me non serve, perchè sono cose che non sono destinata ad ottenere per un difetto di fabbricazione. Me ne compiaccio per non dirmi che ci soffro.
Per quanto tempo può resistere una ragazza giovane a stare completamente sola?
Non lo so, quando mollerò ve lo saprò dire.
Landini dice che non c'è una sede neuronale per il modello operativo interno e che quindi è un apprendimento come un altro. Una serie di connessioni facilitate dall'uso, una traccia in memoria, una specie di mulattiera che le informazioni sensoriali percorrono per giungere a un'interpretazione.
Come tutti gli apprendimenti quindi, numero uno il modello operativo interno viene ricordato in modo non preciso e numero due le tracce in memoria possono essere modificate. Possono anche essere costruite strade nuove da far percorrrere alle informazioni per poter giungere a un'interpretazione diversa.
Liotti parla di esperienze correttive. Cioè di persone che puoi incontrare nella tua vita e che possono rovesciare l'idea che ti sei costruito sulla tua amabilità.
Chiara era scossa in questo week end.
Il suo commento a fine giornata è stata "Come sto oggi? Confido nelle mie esperienze correttive future".
Io ho avuto una marea di esperienze correttive, ma non in amore.
E comunque sono zuccona.
Edito soltanto per dire che non sempre mi è chiaro il filo di quello che mi succede in testa nel corso del tempo. Eccolo qui, l'ho trovato.
Mi aveva ricordato qualcosa di vago Scru qualche giorno fa. "Hai parlato del tuo paese, hai scritto una cosa bella ma triste, hai firmato con il tuo nome". Non me lo ricordavo il post.
Non so perchè sono andata a cercarlo. Davvero non ne ho idea.
Mi ricordavo vagamente di aver scritto del mio paese.
Non pensavo che fosse la prima puntata di questo mio ultimo post.
Era uno stato d'animo pensabile, dicibile, condivisibile.
Ma non ero pronta a cambiare.
Dunque ci siamo.
Che fatica.
Standing by the window
Eyes upon the moon
Hoping that the memory will leave her spirit alone
She shuts the doors and lights
And lays her body on the bed
Where images and words are running deep
She has too much pride to pull the sheets above her head
So quietly the lays and waits for sleep
She stares at the ceiling
And tries not to think
And pictures the chain
Shes been trying to link again
But the feeling is gone
And water cant cover her memory
And ashes cant answer her pain
God giveme the power to take breath from a breeze
And call life from a cold metal frame
In with the ashes
Or up with the smoke from the fire
With wings up in heaven
Or here, lying in bed
Palm of her hand to my head
Now and forever curled in my heart
And the heart of the world
(Anch'io come Black Sabbath voglio lasciare un misterioso messaggio satanico, per comprenderlo... CHI LO COMPRENDE?)